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Il Tribunale di Milano con sentenza n. 9844 del 30 agosto 2016 ha stabilito che per la revoca dell’amministratore di Supercondominio e per la nomina di un revisore condominiale non è sufficiente l’assemblea dei rappresentanti ma è necessaria l’assemblea di tutti i partecipanti al Supercondominio.

L’assemblea dei rappresentanti che abbia deliberato la revoca dell’amministratore è radicalmente nulla.

tribunale-milano-9844-2016

Si riporta di seguito la risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un contribuente che vuole detrarre per intero le spese sostenute per un appartamento intestato a più soggetti.

Utile all’amministratore per capire come comportarsi in tali casi.

 

Cattura

Testo richiesta informazioni: mio fratello possiede una porzione di un appartamento (altre porzioni sono possedute dai figli a seguito eredita` per decesso della madre) in un condominio che ha deciso delle ristrutturazioni. Si domanda se mio fratello, che paghera` il 100% delle spese, potra` detrarre interamente dai SUOI redditi come spese di recupero patrimonio edilizio e/o interventi per risparmio energetico quanto pagato? Da notare che lui con la morte della moglie mantiene il diritto di domicilio per legge nella stessa casa. Se la risposta e` positiva dovra` chiedere all’amministratore di fare un’unica certificazione a suo nome anziche` a tutti i proprietari? grazie

Testo risposta: Gentile signor OMISSIS, in presenza di più comproprietari aventi diritto a fruire dell’agevolazione, la detrazione compete a chi ha effettivamente sostenuto le spese. Nel caso prospettato, pertanto, suo fratello potrà usufruire della detrazione per l’intero ammontare della spesa sostenuta. L’amministratore del condominio dovrà quindi rilasciare la certificazione attestante la spesa a nome di suo fratello. Le precisiamo, comunque, che qualora la certificazione contenga l’indicazione di tutti i comproprietari suo fratello potrà fruire della detrazione per l’intera spesa annotando sul documento l’effettivo sostenimento della spesa e la percentuale di ripartizione della stessa (100%). Cordiali saluti

Questa risposta è resa a titolo di assistenza al contribuente ai sensi della Circolare n.42/E del 5 agosto 2011 e non a titolo di interpello ordinario ai sensi dell’art.11 della legge n.212 del 2000. Agenzia delle Entrate Centro di Assistenza Multicanale di Roma Contact Center IL DIRETTORE

Per il Tribunale di Milano l’amministratore dura in carica due anni salvo revoca espressa

di Eugenio Antonio Correale

L’amministratore dura in carica due anni salvo disdetta dell’assemblea. Per il Tribunale di Milano (ordinanza del 7 ottobre 2015, firmata dal presidente della XIII Sezione, Marco Manunta ) «Deve ritenersi corrispondere alla nuova disciplina del condominio l’omesso inserimento dell’argomento “nomina dell’amministratore” nell’ordine del giorno dell’assemblea da celebrare al compimento del primo anno di durata dell’incarico».

L’ordinanza fornisce finalmente una soluzione che considera decisamente come il dato normativo sia mutato con la riforma del 2012 (il vecchio testo diceva «un anno», mentre ora recita «durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata») senza dimenticare che comunque la norma parla di dimensione annuale dell’incarico.

Fra il troppo poco di chi esige che dopo un anno occorre ridiscutere la nomina e il troppo di chi immagina che la nomina rimanga senza limiti sino a revoca espressa, i giudici milanesi hanno indicato soluzione che appare equilibrata senza essere di mero compromesso.

Il provvedimento incide su uno degli snodi della riforma fornendo una soluzione molto ragionevole e che ha inoltre ha il pregio di chiarire molti dubbi. Allo scadere del primo periodo di durata l’amministratore non ha quindi l’obbligo di inserire, all’ordine del giorno dell’assemblea di fine anno, l’argomento della nomina. Dunque il primo rinnovo è automatico e non esige passaggio assembleare. L’esame rapido del provvedimento lascia intendere che la rinnovazione tacita concerna soltanto il primo rinnovo, quindi due anni dopo la nomina l’argomento dovrà essere inserito all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria.

ARTICOLO TRATTO DAL SOLE 24 ORE DEL 09 OTTOBRE 2015

La Corte di Cassazione con sentenza n. 11388 del 17 marzo scorso, ha ricordato che, in materia di sicurezza sul lavoro, è irrilevante ai fini dell’individuazione delle posizioni di garanzia che vi sia un formale rapporto di lavoro, ma è sufficiente che vi sia una collaborazione anche saltuaria. La normativa antinfortunistica si applica, non solo ai lavoratori ma addirittura anche agli estranei che possono trovarsi occasionalmente sul luogo di lavoro; grava sul datore di lavoro una posizione di garanzia che va oltre il rapporto di lavoro subordinato e va estesa anche alle collaborazioni saltuarie.