Category: Assemblea (6)

La clausola del regolamento di condominio volta a limitare il potere dei condomini di farsi rappresentare nelle assemblee è inderogabile, in quanto posta a presidio della superiore esigenza di garantire l’effettività del dibattito e la concreta collegialità delle assemblee, nell’interesse comune dei partecipanti alla comunione, considerati nel loro complesso e singolarmente, sicché la partecipazione all’assemblea di un rappresentante fornito di un numero di deleghe superiore a quello consentito dal regolamento suddetto, comportando un vizio nel procedimento di formazione della relativa delibera, dà luogo ad un’ipotesi di annullabilità della stessa, senza che possa rilevare il carattere determinante del voto espresso dal delegato per il raggiungimento della maggioranza occorrente per l’approvazione della deliberazione.

Cass. Civ., Sez.  6 – 2, del 28/03/2017, Ordinanza n.  8015

Il Tribunale di Milano con sentenza n. 9844 del 30 agosto 2016 ha stabilito che per la revoca dell’amministratore di Supercondominio e per la nomina di un revisore condominiale non è sufficiente l’assemblea dei rappresentanti ma è necessaria l’assemblea di tutti i partecipanti al Supercondominio.

L’assemblea dei rappresentanti che abbia deliberato la revoca dell’amministratore è radicalmente nulla.

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Il Tribunale di Roma conferma che in caso di Leasing il soggetto condomino è la società di Leasing, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Nonostante spesso le società di Leasing invitino gli amministratori a non recapitare convocazioni, verbali o altro occorre fare molta attenzione a tutela del condominio.

Di seguito la sentenza:

 

Tribunale di Roma 14.1.2016 n. 677

 

Il Tribunale di Roma ha stabilito che deve essere annullata la delibera condominiale inviata al titolare del contratto di locazione finanziarla e non alla società di leasing proprietaria dell’immobile e deve essere revocato il decreto ingiuntivo fondato sulle stesse delibere.

Il leasing finanziario (o locazione finanziaria) è un contratto di derivazione anglosassone consistente in un operazione di locazione di beni mobili o immobili, acquistati o realizzati dal locatore su scelta del conduttore, con facoltà di

quest’ultimo di divenirne proprietario, al termine della locazione, e dietro versamento di un prezzo prestabilito.

Nella fattispecie l’amministratore del condominio ha convocato in assemblea il conduttore-utilizzatore e non il proprietario concedente, in violazione del principio sancito dal sesto comma dell’articolo 1136 del codice civile che così recita “L’assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati.”

La sentenza in commento riportandosi all’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità (Cass. civ. Sez. Unite, 07-03-2005, n. 4806, Cass. Civ. Sez. II, 21-07-2006, n. 16793) ha stabilito che, nel caso di specie, devono considerarsi annullabili – fra le altre – le delibere nelle quali si contesti l’omessa convocazione di uno dei condomini.

E’ assai interessante rilevare che la domanda di annullamento delle delibere nelle quali la soc. proprietaria-concedente lamentava di non essere stata convocata, sia stata proposta in via riconvenzionale nello stesso giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo notificato alla concedente pretermessa.

Accogliendo l’eccezione formulata dalla concedente proprietaria il Tribunale di Roma, ritenendo che avente diritto alla convocazione sia il proprietario e non il conduttore-utilizzatore, ha disposto l’annullamento delle delibere di ripartizione degli oneri condominiali adottate senza la preventiva convocazione di tutti i condomini all’assemblea provvedendo, di conseguenza, alla revoca del decreto ingiuntivo ottenuto dal condominio.

di Carlo Patti

consulente Legale ANACI Roma

Fonte: Dossier Condominio

 

Per il Tribunale di Milano l’amministratore dura in carica due anni salvo revoca espressa

di Eugenio Antonio Correale

L’amministratore dura in carica due anni salvo disdetta dell’assemblea. Per il Tribunale di Milano (ordinanza del 7 ottobre 2015, firmata dal presidente della XIII Sezione, Marco Manunta ) «Deve ritenersi corrispondere alla nuova disciplina del condominio l’omesso inserimento dell’argomento “nomina dell’amministratore” nell’ordine del giorno dell’assemblea da celebrare al compimento del primo anno di durata dell’incarico».

L’ordinanza fornisce finalmente una soluzione che considera decisamente come il dato normativo sia mutato con la riforma del 2012 (il vecchio testo diceva «un anno», mentre ora recita «durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata») senza dimenticare che comunque la norma parla di dimensione annuale dell’incarico.

Fra il troppo poco di chi esige che dopo un anno occorre ridiscutere la nomina e il troppo di chi immagina che la nomina rimanga senza limiti sino a revoca espressa, i giudici milanesi hanno indicato soluzione che appare equilibrata senza essere di mero compromesso.

Il provvedimento incide su uno degli snodi della riforma fornendo una soluzione molto ragionevole e che ha inoltre ha il pregio di chiarire molti dubbi. Allo scadere del primo periodo di durata l’amministratore non ha quindi l’obbligo di inserire, all’ordine del giorno dell’assemblea di fine anno, l’argomento della nomina. Dunque il primo rinnovo è automatico e non esige passaggio assembleare. L’esame rapido del provvedimento lascia intendere che la rinnovazione tacita concerna soltanto il primo rinnovo, quindi due anni dopo la nomina l’argomento dovrà essere inserito all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria.

ARTICOLO TRATTO DAL SOLE 24 ORE DEL 09 OTTOBRE 2015

Alle sentenze di vari Tribunali che danno per assodata la durata biennale dell’incarico dell’amministratore, senza che debba essere inserita all’ordine del giorno la discussione della nomina, si aggiunge una recente sentenza del Tribunale di Brescia (R.G. 5103/2015) del 16 aprile 2016.

Gli effetti della nomina cessano solo dopo due anni.

Clicca su RG 5103 2015 per visualizzare la sentenza