Category: Sicurezza (3)

Poche ore fa un’esplosione ha distrutto un appartamento all’ultimo piano di via Brioschi a Milano. E’ l’ennesimo di una lunga serie di incidenti che molto spesso hanno all’origine l’utilizzo del gas all’interno di singoli appartamenti.

E’ il caso di occuparsi seriamente del problema ma non attraverso la formulazione di nuove norme sempre più complesse e difficili da comprendere per i non addetti ai lavori. Serve un piano di controlli mirato, severo ed efficace.

Deve essere limitato se non escluso l’utilizzo di impianti a gas da parte di privati per riscaldare gli appartamenti e per produrre l’acqua calda sanitaria: questi impianti molto spesso non vengono verificati né sottoposti a manutenzione per motivi di costo oppure vengono installati e utilizzati laddove non sussistono le necessarie condizioni di sicurezza.

Si confronti il numero di incidenti verificatisi all’interno di singoli appartamenti con quello degli incidenti che hanno riguardato centrali condominiali (pressoché nullo). E’ facile capire che un capillare controllo eviterebbe il rischio che ognuno di noi corre per la caldaietta che il vicino non controlla adeguatamente o che non potrebbe essere lì dove è stata messa.

 

La Corte di Cassazione con sentenza n. 11388 del 17 marzo scorso, ha ricordato che, in materia di sicurezza sul lavoro, è irrilevante ai fini dell’individuazione delle posizioni di garanzia che vi sia un formale rapporto di lavoro, ma è sufficiente che vi sia una collaborazione anche saltuaria. La normativa antinfortunistica si applica, non solo ai lavoratori ma addirittura anche agli estranei che possono trovarsi occasionalmente sul luogo di lavoro; grava sul datore di lavoro una posizione di garanzia che va oltre il rapporto di lavoro subordinato e va estesa anche alle collaborazioni saltuarie.